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Lo psicologo ON-line


Per porre una domanda allo psicologo riempire il seguente form. La risposta verrà pubblicata
nella sezione DOMANDE e RISPOSTE insieme alla domanda posta. Risponde il Dott. Paradisi Miconi Carlo psicologo-psicoterapeuta di Roma

 

LA PAURA DI VIAGGIARE

L'estate è il periodo dell'anno in cui più frequentemente può ripresentarsi il disagio che alcune persone hanno o avrebbero all'idea di allontanarsi da casa. Quello che forse non tutti sanno, è che dietro la paura di viaggiare si nascondono problemi diversi che richiedono un'attenta valutazione per essere correttamente inquadrati e quindi risolti. Basti pensare che la paura di spostarsi può essere dovuta sia al timore di ritrovarsi " soli, sperduti e piccoli" in un ambiente vissuto come " estraneo, privo di punti di riferimento, troppo grande" e quindi pericoloso, sia al timore invece di rimanere intrappolati in una situazione troppo chiusa, costrittiva, come un aereo, una nave, o comunque un posto dal quale non sia immediatamente o facilmente possibile tornare indietro. Del resto la stessa ansia nei confronti dell'aereo può naturalmente essere dovuta oltre che alla motivazione di cui sopra, anche alla paura di precipitare e di morire. E in questo caso la paura sarebbe proprio della morte, o di quello che si proverebbe negli attimi immediatamente precedenti, o entrambe le cose ? Non solo, alcune persone che hanno un atteggiamento fobico per le sensazioni provenienti dal proprio corpo, possono sentirsi particolarmente allarmate e diffidenti per i cambiamenti interni cui il nostro sistema dell'equilibrio è sottoposto durante un volo. In questo senso mutamenti di velocità, di rotta, o di quota, producono variazioni interne che vengono registrate come fonte di pericolo diventando causa di tensione per tutta la durata del viaggio. Altre motivazioni sottostanti la paura di viaggiare riguardano per esempio il timore di contrarre delle malattie legate al luogo dove ci si reca, o comunque delle malattie che una volta insorte, non possano essere immediatamente curate. Da qui la necessità di avere sempre un ospedale o un medico facilmente raggiungibile, necessità che non può essere garantita da un viaggio che comunque comporta situazioni nuove che possono non essere perfettamente controllabili. In effetti spesso è proprio il problema del dover avere tutto sotto controllo che induce a preferire situazioni familiari, stabili, rassicuranti, sacrificando così l'aspetto dell'esplorazione che pure è fondamentale, non solo come momento di svago e distensione, ma come occasione di esperienze e conoscenze che concorrono a formare la personalità, i valori, le capacità, il nostro modo di vedere il mondo.

Dott. Paradisi Miconi Carlo
psicologo-psicoterapeuta