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LA
PAURA DI VIAGGIARE
L'estate è il periodo dell'anno in cui più
frequentemente può ripresentarsi il disagio
che alcune persone hanno o avrebbero
all'idea di allontanarsi da casa. Quello che
forse non tutti sanno, è che dietro la
paura di viaggiare si nascondono problemi
diversi che richiedono un'attenta
valutazione per essere correttamente
inquadrati e quindi risolti. Basti pensare
che la paura di spostarsi può essere dovuta
sia al timore di ritrovarsi " soli,
sperduti e piccoli" in un ambiente
vissuto come " estraneo, privo di punti
di riferimento, troppo grande" e quindi
pericoloso, sia al timore invece di rimanere
intrappolati in una situazione troppo
chiusa, costrittiva, come un aereo, una
nave, o comunque un posto dal quale non sia
immediatamente o facilmente possibile
tornare indietro. Del resto la stessa ansia
nei confronti dell'aereo può naturalmente
essere dovuta oltre che alla motivazione di
cui sopra, anche alla paura di precipitare e
di morire. E in questo caso la paura sarebbe
proprio della morte, o di quello che si
proverebbe negli attimi immediatamente
precedenti, o entrambe le cose ? Non solo,
alcune persone che hanno un atteggiamento
fobico per le sensazioni provenienti dal
proprio corpo, possono sentirsi
particolarmente allarmate e diffidenti per i
cambiamenti interni cui il nostro sistema
dell'equilibrio è sottoposto durante un
volo. In questo senso mutamenti di velocità,
di rotta, o di quota, producono variazioni
interne che vengono registrate come
fonte di pericolo diventando causa di
tensione per tutta la durata del viaggio.
Altre motivazioni sottostanti la paura di
viaggiare riguardano per esempio il timore
di contrarre delle malattie legate al luogo
dove ci si reca, o comunque delle malattie
che una volta insorte, non possano essere
immediatamente curate. Da qui la necessità
di avere sempre un ospedale o un medico
facilmente raggiungibile, necessità che non
può essere garantita da un viaggio che
comunque comporta situazioni nuove che
possono non essere perfettamente
controllabili. In effetti spesso è proprio
il problema del dover avere tutto sotto
controllo che induce a preferire situazioni
familiari, stabili, rassicuranti,
sacrificando così l'aspetto
dell'esplorazione che pure è fondamentale,
non solo come momento di svago e
distensione, ma come occasione di esperienze
e conoscenze che concorrono a formare la
personalità, i valori, le capacità, il
nostro modo di vedere il mondo.
Dott.
Paradisi Miconi Carlo
psicologo-psicoterapeuta
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